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Molti anni fà nel lago di Carezza viveva una ninfa di particolare bellezza che con il suo canto melodioso deliziava tutti i viandanti che salivano al passo di Costalunga. Un giorno anche lo stregone del Latemar la sentì cantare e se ne innamorò. Egli usò tutti i suoi poteri per conquistare la ninfa del lago senza riuscirvi. Così lo stregone chiese aiuto alla Stria del Masarè che gli consigliò di travestirsi da venditore di gioielli, di stendere un arcobaleno dal Catinaccio al Latemar e di recarsi quindi al Lago di Carezza per attirare la ninfa e portarla con sè. Così fece: stese il più bell'arcobaleno mai visto sino ad allora tra le due montagne e si recò al lago, ma dimenticò di travestirsi. La ninfa rimase stupita di fronte all’arcobaleno colorato di gemme preziose. Ma ben presto si accorse della presenza del mago e si immerse nuovamente nelle acque del lago. Da allora non fu più vista da nessuno.
Lo stregone, distrutto dalle pene d’amore, strappò l’arcobaleno dal cielo, lo distrusse in mille pezzi e lo gettò nel lago. Questa è la ragione perchè ancora oggi il lago di Carezza risplende tutti gli stupendi colori dell’arcobaleno, dall'azzurro al verde, dal rosso all'indaco, dal giallo all'oro.
Leggenda del Trentino Alto Adige

Data creazione : 22/08/2005 @ 2:28 PM
Ultima modifica : 02/05/2009 @ 11:41 PM
Categoria : Leggende di fiori e montagne
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